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    June 07

     
     
     
     
    Se mi guardo nello specchio
    con il tempo che è passato
    sono solo un po' più ricco
    più cattivo e più invecchiato
    è l'amara confessione
    di un cantante di successo
    forse è l'ultima occasione
    che ho di essere me stesso

    Quando ho smesso di studiare
    per campare di illusioni
    sono stato il dispiacere
    di parenti e genitori
    ero uno di quei figli
    sognatori adolescenti
    che non vogliono consigli
    e rispondono fra i denti:

    Va’…


    Chi lo sa che cosa è vero
    in un mondo di bugiardi
    non si può cantare il nero
    della rabbia coi miliardi
    siamo tutti conformisti
    travestiti da ribelli

    siamo lupi da interviste
    e i ragazzi sono agnelli
    che ti scrivono il dolore
    nelle lettere innocenti
    e la loro religione
    è di credere ai cantanti!!!

    ma li trovi una mattina
    con la foto sul giornale
    in quell'ultima vetrina
    con la voglia di gridare
    al mondo: Va’…

     
    Mi dimetto da falso poeta

    io non voglio insegnarvi la vita
    perché ognuno la impara da sé

    …il bisogno d'amore che c'è







    May 09

    .

     

     

    …perchè la guerra la carestia

    non sono scene viste in tivù

    e non puoi dire “lascia che sia”

    perché ne avresti un po' colpa anche tu

     
     
             Morandi -Tozzi - Ruggeri

    April 29

    .

     

       

    ... ma da qualche tempo è difficile scappare

    c'è qualcosa nell'aria che non si può ignorare

    è dolce ma forte e non ti molla mai

    è un' onda che cresce e ti segue ovunque vai

     

    è la musica la musica ribelle

    che ti vibra nelle ossa che ti entra nella pelle

    che ti dice di uscire che ti urla di cambiare

    di mollare le menate e di metterti a lottare

     

                                                                                    E. Finardi

     

    March 31

    .

     
     

     

     

     

    … e salve gente senza un colore

    senza un problema senza un dolore

    gente coperta da scorie gravi

    per ogni occhio almeno due travi

    gente sepolta da un carnevale di una città,

    sotto il peso di una tremenda felicità.

     

    Gente che ride quando si parla

    gente che ride quando si canta

    gente convinta che vivere sia

    accontentarsi e godersi quel tanto,

    questa canzone scritta su un muro

    vi colpirà ne sono sicuro

    con le sue povere e scarne parole

    ma libere come ragazze sole

    questa canzone scritta di rabbia

    ognuno di voi per sua voglio che l’abbia

    per me sarà stringervi tra le mie braccia

    e ad uno ad uno soffiarvi in faccia.

     

                                                   Claudio Lolli 

     

     

    Brano tratto da ‘Canzone scritta su un muro’

    February 27

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    Vostra Eccellenza che mi sta in cagnesco
    Per que' pochi scherzucci di dozzina,
    E mi gabella per anti-tedesco
    Perché metto le birbe alla berlina,
    O senta il caso avvenuto di fresco,
    A me che girellando una mattina,
    Capito in Sant'Ambrogio di Milano,
    In quello vecchio, là, fuori di mano.

    M'era compagno il figlio giovinetto
    D'un di que' capi un po' pericolosi,
    Di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto
    Ove si tratta di Promessi Sposi...
    Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto?
    Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi,
    In tutt'altre faccende affaccendato,
    A questa roba è morto e sotterrato.

    Entro, e ti trovo un pieno di soldati,
    Di que' soldati settentrionali,
    Come sarebbe Boemi e Croati,
    Messi qui nella vigna a far da pali:
    Difatto se ne stavano impalati,
    Come sogliono in faccia a' generali,
    Co' baffi di capecchio e con que' musi,
    Davanti a Dio diritti come fusi.

    Mi tenni indietro; ché piovuto in mezzo
    Di quella maramaglia, io non lo nego
    D'aver provato un senso di ribrezzo
    Che lei non prova in grazia dell'impiego.
    Sentiva un'afa, un alito di lezzo;
    Scusi, Eccellenza, mi parean di sego,
    In quella bella casa del Signore,
    Fin le candele dell'altar maggiore.

    Ma in quella che s'appresta il sacerdote
    A consacrar la mistica vivanda,
    Di subita dolcezza mi percuote
    Su, di verso l'altare, un suon di banda.
    Dalle trombe di guerra uscian le note
    Come di voce che si raccomanda,
    D'una gente che gema in duri stenti
    E de' perduti beni si rammenti.

    Era un coro del Verdi; il coro a Dio
    Là de' Lombardi miseri assetati;
    Quello: O Signore, dal tetto natio,
    Che tanti petti ha scossi e inebriati.
    Qui cominciai a non esser più io;
    E come se que' côsi doventati
    Fossero gente della nostra gente,
    Entrai nel branco involontariamente.

    Che vuol ella, Eccellenza, il pezzo è bello,
    Poi nostro, o poi suonato come va;
    E coll'arte di mezzo, e col cervello
    Dato all'arte, l'ubbìe si buttan là.
    Ma cessato che fu, dentro, bel bello
    Io ritornava a star come la sa;
    Quand'eccoti, per farmi un altro tiro,
    Da quelle bocche che parean di ghiro,

    Un cantico tedesco lento lento
    Per l'aer sacro a Dio mosse le penne:
    Era preghiera, e mi parea lamento,
    D'un suono grave, flebile, solenne,
    Tal, che sempre nell'anima lo sento:
    E mi stupisco che in quelle cotenne,
    In que' fantocci esotici di legno,
    Potesse l'armonia fino a quel segno.

    Sentìa nell'inno la dolcezza amara
    De' canti uditi da fanciullo; il core
    Che da voce domestica gl'impara,
    Ce li ripete i giorni del dolore:
    Un pensier mesto della madre cara,
    Un desiderio di pace e di amore,
    Uno sgomento di lontano esilio,
    Che mi faceva andare in visibilio,

    E quando tacque, mi lasciò pensoso
    Di pensieri più forti e più soavi.
    Costor, dicea tra me, Re pauroso
    Degl'italici moti e degli slavi,
    Strappa a' lor tetti, e qua senza riposo
    Schiavi gli spinge per tenerci schiavi;
    Gli spinge di Croazia e di Boemme,
    Come mandre a svernar nelle Maremme.

    A dura vita, a dura disciplina,
    Muti, derisi, solitarî stanno,
    Strumenti ciechi d'occhiuta rapina
    Che lor non tocca e che forse non sanno:
    E quest'odio che mai non avvicina
    Il popolo lombardo all'alemanno,
    Giova a chi regna dividendo, e teme
    Popoli avversi affratellati insieme.

    Povera gente! lontana da' suoi,
    In un paese qui che le vuol male,
    Chi sa che in fondo all'anima po' poi
    Non mandi a quel paese il principale!
    Gioco che l'hanno in tasca come noi. -
    Qui, se non fuggo, abbraccio un Caporale,
    Colla su' brava mazza di nocciuolo,
    Duro e piantato lì come un piolo.

    February 13

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    Benvenuti solo se avete buone intenzioni
     
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    e insegnare la solidarietà ai ricchi